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biblioteca degli alberi

Biblioteca degli alberi: il nuovo parco di Milano

La città di Milano ha una nuova biblioteca, unica però nel suo genere, la biblioteca degli alberi. E’ stata inaugurata lo scorso 27 ottobre, e va ad aggiungersi agli innumerevoli interventi urbanistici che negli ultimi anni stanno rivoluzionando in meglio l’aspetto estetico della nostra metropoli. La firma del progetto porta il nome dell’architetto paesaggista olandese Petra Blaisse, dello studio Inside Outside. E non è tutto, alla realizzazione della biblioteca degli alberi ha collaborato anche un altro nome famosissimo, parliamo di Piet Oudolf, già autore della High Line di New York e considerato tra i più grandi paesaggisti del mondo.

Un’isola verde  futuristica

Il risultato è un futuristico spazio verde di quasi 10 ettari, il terzo per estensione tra i parchi del centro di Milano. Di più esteso ci sono soltanto il Parco Sempione e i giardini Montanelli. Se vi state chiedendo in cosa consiste la biblioteca degli alberi, proviamo a spiegarvela. Ma sia chiaro, l’unico vero modo per apprezzarla in pieno è visitarla di persona ed assaporarne l’essenza unica. Non vi sembrerà nemmeno di essere in pieno centro di Milano. Il contesto e la zona sono quelli di Porta Nuova, e questo originale parco farà da raccordo tra la bellissima piazza Gae Aulenti, già oggetto di un’avveniristica ristrutturazione da poco ultimata, e il quartiere Isola. All’interno troverete delle “foreste circolari”, ossia delle micro-aree in cui gli alberi sono disposti a cerchio per isolarci dal trambusto urbano e creare un ambiente rilassante.

Le specie vegetali che popolano la biblioteca degli alberi poi sono innumerevoli. Andiamo dalle querce rosse alle betulle, dai cedri del Libano ai peri a foglia di salice e tantissime altre (si contano oltre 100 specie diverse). Ma non abbiate paura di perdervi qualche nome. Li troverete tutti incisi sul lastrico pedonale, insieme a frasi, versi e curiosità botaniche. Tanto per aggiungere un valore didattico alla vostra rilassante passeggiata nel cuore di Milano. E se è buio? Potrete visitarla comunque, in quanto per scelta, non è stata dotata di recinzioni, in modo da dare un senso di continuità con l’ambiente urbano, e l’illuminazione splendidamente curata nei dettagli.

Biblioteca degli alberi in cifre

Infine vi diamo qualche cifra per farvi meglio capire l’unicità di questo innovativo parco. La sua realizzazione è costata 14 milioni di euro. All’interno troverete circa 500 alberi, oltre 135.000 piante di 100 specie diverse e 22 foreste circolari. E poi, ancora, spazi attrezzati come parco giochi per bimbi disabili, orti didattici, giochi di acqua e molto altro. Insomma, non ci sono scuse per non visitare la biblioteca degli alberi, un parco unico nel suo genere che vi stupirà e vi farà innamorare ancora un pochino di più di Milano, una delle più belle ed innovative metropoli del mondo (e se stai cercando casa… parti da questo link).

Milanesando all’insù, le “Corti di Milano”

Le foto di Valerio Zanicotti mi sono proprio entrate dentro, mi sono piaciute tanto. Perché è vero noi Milanesi non siamo stati abituati a girare con il naso all’insù se non recentemente grazie ai nuovi grattacieli, invece a Milano i cortili hanno delle storie incredibili da raccontare e anche il cielo, bellissimo mai banale è una storia a sé. Eppoi quelle finestre un po’ aperte, un po’ chiuse, un po’ chic, un po’ sgarruppate lasciano spazio alla fantasia, quasi quasi si sente il vociare, i profumi della cucina… la vita! Il progetto “Corti di Milano” si può guardare sul sito https://www.valeriozanicotti.com/#!le-corti-di-milano/c1cur. Bravissimo @valerio_zanicotti!

courtesy of Valerio Zanicotti

courtesy of Valerio Zanicotti

courtesy of Valerio Zanicotti

courtesy of Valerio Zanicotti

courtesy of Valerio Zanicotti

courtesy of Valerio Zanicotti

courtesy of Valerio Zanicotti

courtesy of Valerio Zanicotti

Capra e Cavoli, cibo fatato in un giardino d’interni all’Isola

Quando sono entrata da Capra e Cavoli ho avuto la sensazione ariosa di essere all’aperto, la sensazione festosa di essere in vacanza e quella accogliente di essere a casa. Qui il relax è una cosa seria! E se sei rilassato sei pronto per gustare, assaporare e far tuo un accostamento sapiente e salutare di pietanze davvero unico, delizioso ed equilibrato. Barbara Clementina Ferrario è l’anima e lo chef, la vedi girare per i tavoli con sicurezza e allegria, come farebbe una padrona di casa. Quando entri nel grande appartamento sei avvolta dall’atmosfera fatata e country chic creata da piante, tavoli in legno grezzo, sedie rivestite di stoffe diverse floreali e quadrettate, ombrelloni aperti con le lucine appese… Quasi fosse sempre estate, quasi fosse sempre festa. La scelta è infinita perchè si può passare per pranzo, venire a cena o per un aperitivo, gustare un lungo e ricco brunch o portare tutto a casa. Sono venuta a pranzo e ho provato uno dei fantastici 4, piatti unici equilibrati. La mia scelta è stata vegetariana con involtini di melanzane ripieni di verdure, riso nero e carote allo zenzero con mousse salata di tofu con teriyaki. Meraviglioso, il cibo si amalgamava al palato lasciando che ogni sapore esplodesse. Ma le proposte sono anche su carne e pesce. E chissà per cena e chissà all’aperitivo. Tra tutti però sogno il brunch, so che organizzano un ricco buffet, chissà la meraviglia delle torte fatte in casa seduti tra ombrelloni e fiori per una perfetta sunday morning

Capre e Cavoli

Via Pastrengo 18

    Quartiere Isola

      https://www.capraecavolimilano.it

        0287066093

           
            
            
           

           
         

        Quel grattacielo ha un cuore

        Non pensavo che guardare la mia città dall’alto mi avrebbe emozionato tanto. Tutto lí davanti a me, tutte le case, le vie, il verde che conosco bene. Non da turista all’estero, questa è la mia casa ed é la prima volta che la guardo ovunque, la scorgo senza limiti, endless, che si muove, pulsa, vive. Ho fatto una passeggiata esclusiva al 50simo piano della Torre Isozaki, quel grattacielo che fino ad oggi non riuscivo ancora a fare mio, fino a quando oggi Andrea Maffei, architetto con Isozaki, me lo ha spiegato con il cuore, così che il cuore di questa torre l’ho visto pure io. Ma é un progetto ingegneristico incredibile, arrivando l’immensitá del cantiere è già sorprendente, un formicaio animato quotidianamente da 400 operai, e sotto di lei quella sensazione di sentirsi piccoli piccoli. Ma lo sapevate che è un omaggio al futurismo nei vetri stondati che creano movimento e sfumature sempre diverse sui moduli da 6 piani che si sovrappongono? Che ci si é ispirati al Pirellone di Gió Ponti in quel suo ergersi pulito per 202 metri? I contrafforti dorati alla base, in omaggio all’arte antica, stabilizzano l’edificio dall’azione del vento, testata alla Galleria del vento del Politecnico, e sono stati trasformati in architettura imponente con una messa in posa che pareva di essere a Cape Canaveral. A breve non sará più sola, arriveranno le altre due torri di Hadid e Libeskind… Ma stasera c’era solo lei a segnare il cuore di questo cambiamento. Speriamo che Allianz lascerà a tutti la possibilità di dare questo abbraccio a Milano, non so… sono scesa euforica e piena di entusiasmo. Lassù sembra tutto possibile!!

            

             

           

        Studio Museo Francesca Messina, l’atelier nella chiesetta

        Il Museo Francesco Messina è una piccola imperdibile perla nel cuore della città, un luogo d’incanto che è il giusto lieto fine per una favola che vede, da un lato, un’artista desideroso di lasciare al Comune di Milano 80 sue preziose opere in cambio di un piccolo studio e, dall’altro, la deliziosa chiesetta di San Sisto duramente provata dai conflitti bellici e destinata ad essere abbattuta. L’incontro fu amore a prima vista, Francesco Messina scelse proprio questa deliziosa chiesetta come suo studio, dando così il via alla ristrutturazione che, conservando la facciata barocca e ricostruendo l’abside distrutto con il piccolo delizioso giardino che lo circonda, ha portato al recupero della cripta, visibile ora già dall’ingresso, in un gioco di piani ancor oggi moderno. L’ingresso al museo è senz’altro dominato dalla grande vetrata dell’abside che filtra la luce ancora con quell’effetto mistico da chiesa, che contrasta ma davvero non stona con tutti quei corpi scolpiti, dalla fisicità esibita. E’ tutto lì, a vista, il giro, peraltro gratuito, dura il tempo anche solo di una pausa pranzo tesa ad assaporare la storia di questo Siciliano speciale che ha vissuto quasi un secolo, apprezzato in vita e generoso.

        E’ buffo che Francesco Messina sia ricordato soprattutto per il famoso “Cavallo Morente” in bronzo, simbolo della Rai. Nelle sue opere infatti è davvero forte l’impulso alla vita. Entrando nel museo parte del perimetro è pieno di piccole sculture di cavalli in bronzo, scalpitanti e vigorosi. Sono lì, tutti neri e in fila e sembrano quasi un fotogramma pronto a scattare. Ci sono poi le ballerine, bellissime e plastiche sculture dalla fisicità classica accanto a busti di danseuses anche famose o dipinte ovunque, persino usando fogli di sughero. La mia opera preferita è però giù nella cripta, nascosta in fondo a un muro di sinistra, è lì solitaria, non appartiene a nessuna serie… un nudo di schiena di una donna dai capelli raccolti, schizzato a matita, non si vede neanche il volto ma mi ha lasciato qualcosa dentro.

        STUDIO MUSEO FRANCESCO MESSINA

        VIA SAN SISTO 4/A

        Tel. 0286453005

        Aperto al pubblico con la collaborazione dei Volontari del Touring Club Italiano:

        da martedì a venerdì dalle 10 alle 14

        sabato dalle 14 alle 18

        https://www.fondazionemessina.it/

        Studio Museo Francesco Messina@milanesando.wordpress.com Studio Museo Francesco Messina@milanesando.wordpress.com Studio Museo Francesco Messina@milanesando.wordpress.com Studio Museo Francesco Messina @milanesando.wordpress.com

        Una serata di tarda estate che profuma di prato a venti minuti da casa

        Metti la prospettiva di un uggioso weekend a Milano con un venerdì sera impolverato di routine ma che profuma ancora d’estate. Decisione di pancia, usciamo!, ma via, fuori nel verde (espressione tipicamente Milanese…) e mentre la città si allontana, guidati dal navigatore (oggetto tipico del Milanese nel verde), ecco materializzarsi una sorpresa inaspettata: Cascina Selva a Ozzano. Non so se è stato solo il tramonto e quel profumo buono di campagna ma la vista è stata magica. Prati ovunque, odori che sapevano di cose vere, di fichi, di rosmarino, di fieno. La cascina era illuminata e il tepore della sera rendeva possibile guardarsi intorno seduti nell’aia ghiaiosa con vasi di fiori e fronde di glicine cascanti, con le sedie protette da un grande fico, l’immancabile calcetto e i cani che scorrazzavano inseguendo una partita di calcio improvvisata tra bambini di ogni età (tra cui i nostri). Abbiamo cenato con la faccia allegra dentro la vecchia stalla ristrutturata, con le travi, la vecchia stufa, gli arnesi appesi accanto alle vecchie foto sui mattoni a vista. L’ambiente è semplice ovvio, i Nobu addicted si astengano, ma il menu  è stato una delizia, con prelibatezze a Km 0 (che significa: non mi muovo più da qui) che avevano sapori reali, presentazioni ordinate e attente ma soprattutto erano servite con un largo sorriso, con quell’abbondanza pronta persino  al bis. Gnocco fritto con salumi di ogni taglio, formaggi prodotti da loro con marmellata di pomodori verdi e fieno, risotto perfetto con erbette e formaggio locale, arrosto ai funghi con minuscole patate novelle da mangiare con la buccia e infine un tripudio di dolci torta al cioccolato, torta mandorle e pere, mini strudel di mele, tutta frutta cresciuta lì (e beata lei). E per finire liquori fatti in casa, quello alla camomilla è da perdere la testa. Si può anche dormire nelle 5 stanze ristrutturate. Se volete fare un giro andate domani, domenica 29 Settembre perché tutto il giorno la cascina è aperta e vive di laboratori didattici (di formaggi, di pane, di pasta fatta in casa, di costruzione di spaventapasseri) e fa bella mostra di sé, di tutti gli animali, del maneggio e del duro lavoro di chi la rende così speciale. Magari la vedete di giorno e mi dite com’è!

        Cascina Selva – Azienda Agricola e Agrituristica

        20080 – Ozzero (MI)

        info@cascinaselva.it

        https://www.cascinaselva.it/

        Tel. +39 02 9407039

        Menu a scelta 20€ o 28€ adulti; 10€ bambini fino a 10 anni